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Tappe dell’itinerario d’iniziazione della comunione dei fanciulli 

Il traguardo della Prima comunione per i fanciulli non si raggiunge in un balzo, ma attraverso tappe ineliminabili9. Cerchiamo di identificarli.

È stato detto che l’eucaristia è la fonte della evangelizzazione; infatti nell’eucaristia è contenuta l’essenza della notizia gioiosa portata da Gesù Cristo: la nostra salvezza mediante la morte e risurrezione di Cristo.

Non si tratta soltanto di un annuncio, ma dell’evento stesso della salvezza che si realizza.

Comunque non è il sapere il fatto che rivoluziona la vita, ma è l’aderirvi nella fede. Tra il sapere e il credere passa una differenza abissale, non tanto per i meccanismi che presiedono ai due atteggiamenti umani di fronte alle diverse vie attraverso le quali si può pervenire alla conoscenza di una notizia, quanto per le condizioni radicalmente diverse richieste dal credere per fede soprannaturale, e per le implicanse  di ordine operativo che tale fede comporta.

  • La prima tappa dell’itinerario verso l’eucaristia è quindi l’ascolto di quanto l’eucaristia annuncia, significa e realizza. “Viene prima la parola e poi il sacramento. Non un primato di prestigio, ma di esercizio e di sviluppo”. Occorre che i cristiani riprendano contatto con la parola di Dio, troppo emarginata dalla loro vita e dai loro stessi interessi spirituali. Evangelizzazione e catechesi sono i passaggi obbligati di questa prima tappa, e dovranno restare come impegni costanti anche quando il traguardo sarà stato raggiunto.
  • La seconda tappa dell’itinerario della iniziazione alla eucaristia, dopo l’adesione nella fede alla parola di Dio, è la presa di coscienza del battesimo.
  • La terza tappa dell’iniziazione all’eucaristia è costituita dalla esperienza della fraternità universale, della solidarietà nel popolo di Dio, da realizzarsi incoativamente nella propria comunità ecclesiale.
  • La quarta tappa è l’esperienza liturgica. Già la risposta alla parola di Dio, nella fase ella evangelizzazione e nella presa di coscienza del battesimo, ha introdotto alla preghiera personale più autentica, quella della obbedienza della fede, dell’abbandono fiducioso della lode e del ringraziamento. L’esperienza comunitaria ha stimolato la preghiera di solidarietà, di comprensione e di perdono. L’esperienza liturgica perfezionerà questa preghiera e introdurrà a quella preghiera perfetta che è l’eucaristia.
  • Infine la quinta tappa dell’iniziazione all’eucaristia è l’esperienza che potremmo chiamare missionaria.

 L’esperienza comunitaria del cristiano, oltre che portare al senso universale della Chiesa, deve aprire le finestre sul mondo intero, perché maturi l’amore per tutti gli uomini e il desiderio di cooperare, nei modi possibili, affinché Cristo sia conosciuto da tutti e affinché gli uomini, ovunque e comunque dispersi, si raccolgano nella casa del Padre.

Questa esperienza missionaria non va intesa in senso romantico, esaurendosi in pii desideri aventi per oggetto genti lontane. C’è una azione missionaria da svolgere nel proprio ambiente, tra le persone con le quali si è a contatto quotidiano, e che esprime, molto più che con i desideri, attraverso una costante testimonianza di vita e un continuo esercizio di carità.